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Hidroaysèn – Patagonia cilena

Nome del conflitto: Hidroaysén

Dove: Regione dell’Aysén, Patagonia, Cile

Attori: Il consorzio HidroAysén è composto dai gruppi di Endesa Chile (51%), dal 2009 controllata da ENEL, e Colbùn (49%), di proprietà della  famiglia cilena Matte. L’80% dell’energia prodotta in Cile, distribuita attraverso la rete nazionale (SIC – Sistema Interconectado Central), è nelle mani delle due sole società Endesa Chile e Colbùn. Il 37% di tutta l’energia prodotta viene utilizzata per l’estrazione mineraria, principalmente ad opera di multinazionali straniere. Dal 2007 una coalizione di 90 organizzazioni ha dato vita alla campagna, nazionale e internazionale, Patagonia sin Represas. Nell’Aysén vi sono numerose agrupaciones che a livello locale si appongono al progetto. A febbraio del 2012 è nato il Movimento Sociale dell’Aysén che ha paralizzato il sud del Cile con blocchi stradali per diverse settimane.

Cosa sta accadendo: Il progetto Hidroaysén prevede la costruzione di cinque dighe, di cui due sul fiume Baker e tre sul fiume Pascua (tra i fiumi con la maggiore portata d’acqua di tutto il paese) che produrranno in totale 2750 MW, una quantità di energia pari a circa il 20% dell’intera capacità di generazione attualmente installata nel paese. L’elettricità verrà trasportata per più di 2000 chilometri a nord attraverso delle linee ad alta tensione sorrette da 6000 torri alte 70 metri. La valutazione di impatto ambientale delle dighe è stata approvata a maggio 2011, mentre la procedura di valutazione della linea di trasmissione è iniziata recentemente. Il progetto avrà un costo complessivo di 7 miliardi dollari.  A partire dal 2007 si è sviluppata una crescente opposizione al progetto. Una vasta coalizione nazionale di organizzazioni si è riunita nel Consigli di Difesa della Patagonia dando vita alla campagna “Patagonia sin represas”. Secondo i sondaggi, il il 58% dei cileni sarebbe contrario al progetto. Lo scorso anno imponenti manifestazioni a Santiago contro il progetto hanno preceduto l’emergere del movimento studentesco. Da febbraio scorso nella regione sono in corso forti mobilitazione sociali contro le politiche economiche del governo Pinera ed il Movimento Sociale dell’Aysen ha chiesto al governo l’indizione di un referendum popolare sul progetto. Le mobilitazioni sono state represse con la violenza e nella regione il territorio è stato militarizzato. A marzo la Corte Suprema ha respinto i ricorsi presentati dalle comunità locali con il voto di 3 membri a favore e due contrari. Il  giudice Pierry Arrau che ha fatto la differenza è proprietario di 109.840 azioni ENDESA.

Pericoli per la popolazione:  La regione dell’Aysen è scarsamente popolata con una densità media di circa un abitante per chilometro quadrato. Le famiglie dislocate sarebbero 18. L’Aysén, da un punto di vista economico, soffre dell’isolamento geografico. Le principali attività sono l’allevamento e l’ecoturismo. Quest’ultima, in particolare, è ancora poco sviluppata rispetto alla vicina Patagonia argentina e rappresenta una grossa potenzialità che potrebbe essere stroncata dalla costruzione delle cinque dighe e della linea di trasmissione. Il consorzio Hidroaysén, per guadagnare il consenso della popolazione locale, ha distribuito e continua a distribuire contributi economici sia ai municipi che direttamente alle famiglie. Ciò ha creato numerosi conflitti all’interno delle comunità e delle stesse famiglie. Cochrane, una cittadina di appena 3000 abitanti, durante la costruzione del megaprogetto verrebbe invasa da 5000 lavoratori temporanei provenienti dal nord, con forti ripercussioni sulla vita della comunità.

Pericoli ambientali: Il riempimento dei bacini sommergerà 5900 ettari di terra sulla quale sono ancora oggi presenti alcune importanti foreste primarie. L’inondazione delle zone rocciose e dei boschi e delle paludi della valle del Baker provocherebbe la perdita dell’habitat di numerose specie animali che vivono lungo i due fiumi,  dai grandi mammiferi ai più piccoli insetti e anfibi. Gli sbarramenti altererebbero la composizione chimica dell’acqua trattenendo alghe, microrganismi acquatici ed altri nutrienti necessari per i pesci ed i mammiferi e provocherebbero un ingrossamento dei fiumi a monte che farebbe aumentare le inondazioni nelle zone circostanti. La linea di trasmissione dovrebbe attraversare gran parte del paese compresi 4 parchi nazionali, 8 riserve forestali nazionali, 16 siti prioritari per la conservazione della biodiversità, 3 zone turistiche di interesse nazionale, 26 zone umide.

Possibili soluzioni: Sospendere il progetto Hidroaysén e prendere in considerazione le alternative che sono state proposte in diversi studi realizzate negli ultimi anni, sfruttando l’emorme potenziale di diversificazione energetica del Cile e realizzando altri tipi di impianti, di piccola scala e decentralizzati per soddisfare la domanda energetica dei cittadini e non quella delle imprese coinvolte nell’estrazione mineraria.

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