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SCANDALO: la centrale di Civitavecchia ha licenza di emettere più inquinanti!

208796_429003613861273_204342231_nRinnovata l’AIA per la centrale di Torre Valdaliga Nord, Civitavecchia. L’enel potrà bruciare 900.000 tonnellate di carbone in più, aumentando le emissioni inquinanti senza rispettare nè le normative sulla tutela della salute nè le richieste dei cittadini dell’Alto Lazio. Vergognoso.

[ARTICOLO RIASSUNTIVO]

“Oltre il danno, la beffa!”. Non hanno usato mezzi termini i no coke, riuniti questo pomeriggio all’Aula Pucci, per commentare l’esito della Conferenza dei servizi sull’Aia a Torre Nord tenutasi nella giornata di martedì. Un magro bottino quello ottenuto dalla delegazione comunale, secondo Forum ambientalista e Movimento no coke Alto Lazio, a dispetto di quanto a llro avviso propagandato dal Comune di Civitavecchia, soprattutto in riferimento all’annunciata chiusura di Tvn nel 2034.

“Parlare di vittoria storica – hanno affermato i no coke – significa o avere una profonda ignoranza di quanto contenuto nei documenti e di quanto richiesto da Enel durante il procedimento, o mentire sapendo di farlo. Dall’analisi del Verbale della conferenza e dei relativi allegati, si evince infatti che l’AIA sarà rilasciata senza che le Migliori Tecniche Disponibili siano totalmente applicate; in deroga al Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria della Regione Lazio; senza alcuno dei provvedimenti previsti dal recepimento dalla Direttiva Seveso II relativa agli stabilimenti suscettibili di rischio incidenti rilevanti, ed infine stravolgendo quanto previsto dal decreto MAP 55/02/2003 del 24 dicembre 2003 autorizzativo alla costruzione e all’esercizio della centrale”.

Nulla è stato invece ottenuto su quanto richiesto dalle Associazioni e dai cittadini, che a tal fine avevano sottoscritto in migliaia un’apposita petizione, chiedendo che il Sindaco apponesse prescrizioni più stringenti quali, ad esempio, limiti emissivi di 50 mg/Nm3 per il monossido di carbonio, risultato ottenibile applicando le Migliori Tecniche Disponibili individuate dall’Unione Europea; l’utilizzo di carbone con contenuto di zolfo inferiore allo 0,3% come previsto dal Piano di

Risanamento della Qualità dell’aria della Regione Lazio; il mantenimento della capacità produttiva e del consumo di materie prime come dichiarati nel 2003 in sede di prima autorizzazione, in sintesi: un massimo di 6.000 ore all’anno di funzionamento a pieno regime e 3.600.000 tonnellate di carbone.

“Al contrario – proseguono – sono state accolte tutte le pretese di Enel a esclusivo beneficio del conto in banca degli azionisti e la centrale, solo per citare alcuni dati, potrà funzionare al massimo carico per 7.500 ore all’anno (312 giorni invece che i 250 dichiarati nel 2003), bruciare 4.500.000 tonnellate all’anno di carbone (quindi 900.000 tonnellate in più di quelle previste), utilizzare carbone con percentuale di zolfo fino ad oltre tre volte superiore a quella consentita dal Piano Regionale di Qualità dell’Aria, emettere una quantità massima di 120 mg/Nm3 di monossido di carbonio – quindi ben più del doppio della quantità attesa con l’utilizzo delle Migliori Tecniche Disponibili, mantenendo invariato il limite annuo consentito di emissioni di anidride solforosa (2.100 tonnellate) e ossidi di azoto (3.450 tonnellate). Il sindaco Tidei, svilendo il potere/dovere conferitogli dal R.D. 27 luglio 1934 n°1265, ha prescritto unicamente l’abbassamento della quota massima di emissioni delle polveri, portandola a 160 tonnellate/anno dalle 260 previste finora, proponendo una riduzione, peraltro l’unica sulla quale l’Enel si era dichiarata disponibile a trattare, di carattere più che altro scenografico, se solo si considera che l’intero impianto a pieno regime nel 2011 ha prodotto – sempre secondo i dati rilevati dall’Enel e approvati dalle autorità competenti – un totale di 55 tonnellate di polveri, ovvero circa un terzo del limite che il Sindaco ha’“imposto’, con ‘severit’” memorabile, nella conferenza dei servizi di ieri”.

Per quanto riguarda poi la fissazione del 2034 come data di chiusura dell’impianto per i no coke

“qualsiasi persona mediamente dotata di buon senso non possa che considerarla, più che una prescrizione, una profezia da cartomante”. “Riteniamo veramente grave – vanno avanti – seppur non ci stupisce, che il Sindaco, ma anche gli altri enti rappresentati in Conferenza dei Servizi, abbiano perso un’importante occasione per ridurre il carico inquinante sul nostro territorio che già cosi pesantemente sta pagando gli effetti degli oltre 50 anni di servitù energetica ma ancor più grave che si spacci come vittoria storica l’accettazione passiva della maggior parte delle richieste Enel. Accettazione che, ne siamo certi, faciliterà le trattative sulle compensazioni economiche che il Comune sta conducendo con l’ente elettrico e che passano, ancora una volta, sulla pelle e la

salute della popolazione di Civitavecchia e dell’Alto Lazio”.

“Diffidiamo il Sindaco e quant’altri – concludono i no coke – dall’affermare di aver fatto proprie le richieste dei No Coke e delle associazioni ambientaliste, e ci riserviamo, non appena il provvedimento definitivo verrà pubblicato, di far valere le ragioni del popolo inquinato, ricorrendo avverso lo stesso in tutte le sedi competenti”.

(Fonte: http://www.centumcellae.it)

[LA CONFERENZA STAMPA E IL PRESIDIO]

 

[GLI INTERVENTI]

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